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EarthSky pubblica le migliori foto deep-sky di settembre 2026: quattro riprese della supernova SN 2026aaiv in NGC 7331

Il 14 ottobre EarthSky ha pubblicato la consueta selezione mensile delle immagini deep-sky inviate dai lettori. Accanto a soggetti classici come Pleiadi, Velo e Andromeda, il gruppo più interessante per noi astrofotografi è quello dedicato a NGC 7331, dove dal primo settembre brilla una supernova di tipo Ia ormai in fase di declino ma ancora alla portata di strumenti amatoriali.

Cosa contiene la selezione

La galleria, firmata da Armando Caussade per la rubrica “Today’s Image” di EarthSky, riunisce undici immagini riprese nel corso di settembre. EarthSky è una testata divulgativa: le note tecniche citate qui sotto provengono dalle didascalie degli autori.

Il capitolo dedicato alle nebulose diffuse è il più ricco di spunti operativi. Ernest Jacobs ha ripreso dal giardino di casa il complesso attorno alla stella di Wolf-Rayet WR 134 nel Cigno, in tre notti con un setup a grande campo. Cody Sandusky ha dedicato al Velo occidentale (NGC 6960) cinque notti e circa 15 ore di integrazione con uno smart telescope. Andy Dungan attribuisce ai filtri a banda stretta il salto di qualità sulla Nebulosa del Mago (Sh2-142), che due anni prima gli era apparsa come una semplice macchia rossa. Muhammad Alaa, dall’Egitto, presenta le nebulose Cuore e Anima (IC 1805 e IC 1848) riprese con uno smart telescope, indicando come passaggio più delicato il bilanciamento fra H-alpha e OIII.

Sul fronte galassie, Catherine Hyde ha raccolto per M74 nei Pesci 134 pose da 300 secondi, oltre 11 ore in quattro notti, mentre Jeremy Likness ha ripreso M31 dal tetto del proprio garage in Oregon. Apre la galleria un’immagine delle Pleiadi, sempre di Muhammad Alaa, con la tipica nebulosità a riflessione azzurra.

SN 2026aaiv: cosa dicono i dati

Le quattro immagini di NGC 7331 nella galassia di Pegaso, firmate da Ernest Jacobs, Dominique Gering, Steven Bellavia e Robert Pettengill, documentano la supernova SN 2026aaiv tra l’8 e l’11 settembre. Per i dati di base abbiamo fatto riferimento al Transient Name Server, il registro ufficiale dell’Unione Astronomica Internazionale: la scoperta è attribuita alla survey ATLAS il 1 settembre 2026 alle 11:23 UT, a magnitudine 17,3 nel filtro arancione del sistema, con una non-rilevazione la notte precedente fino a magnitudine 18,9.

Il primo rapporto di classificazione depositato sul TNS è italiano: lo ha inviato il 2 settembre Claudio Balcon, dell’osservatorio di Belluno, sulla base di uno spettro ripreso la stessa sera, che indicava una supernova di tipo Ia. Nei giorni successivi la classificazione è stata confermata da diversi gruppi; lo spettro dell’osservatorio ungherese di Konkoly mostrava la forte riga del Si II a 6355 Å e collocava l’evento almeno dieci giorni prima del massimo, mentre il team Supernova Alliance segnalava un assorbimento del sodio compatibile con un arrossamento non trascurabile.

Secondo Sky & Telescope, la supernova si trova circa 20 secondi d’arco a est e altrettanti a sud del centro galattico, sul bordo del nucleo brillante. La rivista riporta una crescita rapida, fino a magnitudine 12,3 già il 9 settembre; in un aggiornamento del 2 ottobre, basato sulle stime inviate all’AAVSO, colloca il massimo a magnitudine 12,2 tra il 16 e il 19 settembre e indica un calo a 12,9 nella notte fra il 1 e il 2 ottobre. Si tratta della quinta supernova osservata in NGC 7331 dopo quelle del 1959, 2013, 2014 e 2025, e della seconda di tipo Ia in poco più di un anno dopo SN 2025rbs, la più brillante del 2025.

Impatto per gli astrofotografi

Non abbiamo trovato misure pubblicate successive al 2 ottobre, quindi il valore attuale va considerato aperto. La tendenza è chiaramente al declino, ma a nostro giudizio un oggetto attorno alla tredicesima magnitudine resta facilmente registrabile anche con integrazioni brevi: le stesse immagini citate da Sky & Telescope ottenute con uno smart telescope da 50 mm in meno di mezz’ora, quando la supernova era vicina al massimo, danno un’idea del margine disponibile. NGC 7331 è ben posizionata nelle serate autunnali e si presta a una ripresa anche da cieli suburbani.

Dal punto di vista del processing, la posizione al bordo del nucleo è il vero ostacolo: uno stretch aggressivo rischia di fondere la supernova con la regione centrale. È il problema che abbiamo affrontato nelle schede dedicate a SN 2026aaiv nella galleria di deepskymethod.com, frutto della notte fra il 12 e il 13 settembre nelle campagne a est di Ferrara, sotto un cielo Bortle 5 (SQM 19,50), con un Celestron C9.25 a focale piena e una ZWO ASI294MC Pro. In “SN2026aaiv in NGC 7331: cinque set di pose fusi in HDR per una supernova di tipo Ia” descriviamo cinque serie da 2 a 30 secondi, con gain diversi, fuse con HDRComposition di PixInsight per circa 2 ore e 45 minuti complessivi. “Polvere su Pegaso” mostra come i flat field abbiano eliminato le ombre lasciate sul sensore dalla polvere sollevata dal vento, mentre “SN2026aaiv: una nana bianca che esplode nella gemella della Via Lattea, vista da Ferrara” riassume il contesto dell’evento.

Nelle prossime settimane SN 2026aaiv continuerà a indebolirsi, e la finestra per aggiungerla al proprio archivio si chiuderà gradualmente con l’arrivo dell’inverno, quando Pegaso scenderà verso ovest nelle prime ore della sera.

Fonti

EarthSky – Best deep-sky photos of September 2026 from EarthSky community (14 ottobre 2026)

Transient Name Server (IAU) – SN 2026aaiv

Sky & Telescope – Second Bright Supernova in Spiral Galaxy NGC 7331 in a Year (16 settembre 2026)

Sky & Telescope – This Week’s Sky at a Glance, October 2-11 (2 ottobre 2026)

Deep Sky Method – SN2026aaiv in NGC 7331: cinque set di pose fusi in HDR per una supernova di tipo Ia (20 settembre 2026)

Deep Sky Method – SN2026aaiv: una nana bianca che esplode nella “gemella” della Via Lattea, vista da Ferrara (15 settembre 2026)

Deep Sky Method – Polvere su Pegaso: come i flat field hanno salvato una notte su NGC 7331 e SN2026aaiv (2 ottobre 2026)

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