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Draconidi 2026: massimo nella notte tra l’8 e il 9 ottobre, ma la finestra utile è la prima serata

Lo sciame generato dalla cometa 21P/Giacobini-Zinner raggiunge il massimo con la Luna praticamente assente. Le previsioni non indicano outburst e il tasso atteso resta modesto: per noi astrofotografi la partita si gioca nelle ore successive al crepuscolo dell’8 ottobre, non all’ora del picco.

Cosa è previsto

Le Draconidi sono attive tra il 6 e il 10 ottobre. Secondo le previsioni basate sul calendario 2026 dell’International Meteor Organization (IMO), riportate da Star Walk, il massimo cade il 9 ottobre intorno alle 01:00 UT, cioè verso le 3 di notte ora legale italiana, all’interno della notte tra l’8 e il 9. La stessa notte è indicata da IlMeteo.net nell’articolo di Sergio Messina del 29 settembre.

Il tasso orario zenitale (ZHR) previsto è di circa 5 meteore all’ora, valore che sia IlMeteo sia Star Walk attribuiscono all’IMO. Star Walk precisa che per il 2026 non è atteso alcun outburst, pur ricordando che lo sciame ha una lunga storia di sorprese: vere tempeste nel 1933 e nel 1946 e attività rafforzata nel 1985, nel 1998, nel 2011 e nel 2018. La cometa progenitrice è passata al perielio nel marzo 2025, circostanza che in passato ha accompagnato alcune delle annate più vivaci, ma le previsioni disponibili non segnalano incontri con filamenti densi per quest’anno.

Il dato più favorevole è la Luna. La Luna nuova cade il 10 ottobre alle 15:50 UT, come riportano le effemeridi di TheSkyLive, quindi nella notte del massimo resta in cielo solo una falce calante sottilissima. Secondo i nostri calcoli sorge poco prima dell’alba del 9 ottobre e non interferisce con le ore utili.

Geometria del radiante e ore migliori

Il radiante si trova nella costellazione del Dragone, vicino alle stelle Eltanin e Rastaban. A differenza della maggior parte degli sciami, le Draconidi vanno seguite in serata: il radiante è alto subito dopo il tramonto e scende progressivamente durante la notte. Entrambe le fonti insistono su questo punto, e IlMeteo indica per il Centro-Sud una finestra indicativa tra le 20 e la mezzanotte dell’8 ottobre.

Abbiamo verificato la geometria con un calcolo di effemeridi per tre località (nostra elaborazione, non tratta dalle fonti). Con una declinazione intorno a +55 gradi il radiante è tecnicamente circumpolare da tutta Italia, ma la sua altezza cambia molto nel corso della notte. Alle 20 ora legale dell’8 ottobre si trova a circa 65 gradi da Bologna, 63 da Roma e 59 da Palermo; a mezzanotte è sceso a circa 33, 30 e 27 gradi. All’ora del massimo, verso le 3, è ormai basso: circa 15 gradi a Bologna, 13 a Roma e appena 9 a Palermo.

Il risultato è controintuitivo ma netto: il picco nominale coincide con una geometria sfavorevole. Applicando la consueta correzione per l’altezza del radiante, con uno ZHR di 5 ci si può aspettare nel migliore dei casi 4 meteore all’ora in prima serata e poco più di una all’ora verso le 3, anche sotto un cielo perfettamente buio (stima nostra). Il buio astronomico completo arriva intorno alle 20:30, per cui la finestra più produttiva va da quell’ora alla mezzanotte dell’8 ottobre, valida per tutta la penisola e non solo per il Centro-Sud.

Impatto per gli astrofotografi

Con tassi così bassi, la ripresa delle Draconidi è un esercizio di pazienza. Le fonti segnalano due caratteristiche utili: le meteore sono molto lente, con una velocità di ingresso di circa 20 km/s secondo IlMeteo, contro i 59 km/s delle Perseidi, e le scie più lunghe compaiono a decine di gradi dal radiante, come ricordano sia IlMeteo sia Star Walk.

Da qui alcune indicazioni pratiche, che sono nostre deduzioni tecniche. La lentezza è un vantaggio per il sensore: a parità di luminosità, una meteora lenta resta più a lungo su ogni pixel rispetto a una Perseide, e anche le scie più deboli hanno qualche possibilità in più di emergere dal fondo cielo. Conviene un obiettivo grandangolare luminoso orientato verso nord-ovest e ben alto sull’orizzonte, con il radiante ai margini del campo, così da coprire la zona in cui le scie si allungano. Meglio sequenze continue di pose brevi, con intervalli minimi tra un frame e l’altro, piuttosto che poche pose lunghe. Il cielo senza Luna permette di spingere ISO e tempi fino al limite imposto dall’inquinamento luminoso del sito, e la stessa sessione può alimentare un timelapse o una ripresa wide-field del cielo autunnale, che giustifica l’uscita anche se le meteore saranno poche.

Resta l’incognita tipica di questo sciame: nessuna previsione indica un aumento di attività per il 2026, ma le Draconidi hanno già smentito le attese in passato. Lasciare una camera in ripresa automatica anche nella seconda parte della notte costa poco e copre l’eventualità di un’attività inattesa. Per il prossimo appuntamento con condizioni potenzialmente più interessanti bisognerà guardare al ritorno della 21P, che secondo Star Walk tornerà al perielio il 30 agosto 2031.

Fonti

IlMeteo.net – Draconidi 2026, si avvicina il picco della pioggia di stelle cadenti: quando vederle dall’Italia (29/09/2026)

Star Walk – Draconids 2026: Peak Date and Viewing Tips (02/10/2026)

TheSkyLive – New Moon of October 2026

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