Astronomy Photographer of the Year 2026: vince la Nebulosa dello Squalo di Ali Alobaidly, l’italiano Stefano Pellegrini primo negli Skyscapes
Il Royal Observatory Greenwich ha annunciato il 17 settembre i vincitori della diciottesima edizione del concorso sponsorizzato da ZWO. Il titolo assoluto va a “The Quiet Predator”, un ritratto LRGB della nebulosa oscura LDN 1235 ripreso dal deserto del Kuwait, mentre un fotografo italiano conquista la categoria dedicata ai paesaggi notturni.
I vincitori dell’edizione 2026
Con una cerimonia online tenuta giovedì 17 settembre, i Royal Museums Greenwich hanno reso noti i vincitori dello ZWO Astronomy Photographer of the Year 2026, la competizione organizzata dal Royal Observatory e sponsorizzata dal produttore di camere astronomiche ZWO, in collaborazione con BBC Sky at Night Magazine. Proprio la rivista britannica riporta i numeri della partecipazione: quasi 4.000 immagini inviate da 769 fotografi di 66 paesi.
Il premio assoluto, assegnato insieme al primo posto nella categoria Stars and Nebulae, va al kuwaitiano Ali Alobaidly per “The Quiet Predator”, immagine della Nebulosa dello Squalo (LDN 1235), una nube di polvere interstellare in Cefeo a circa 650 anni luce. Sky & Telescope ricorda che nello stesso campo compaiono anche le nebulose a riflessione vdB 149 e vdB 150.
Gli altri primi posti, secondo l’elenco ufficiale dei Royal Museums Greenwich, vanno a 智鹏 严 e Xinran Li (Cina) per NGC 4753 nella categoria Galaxies, al portoghese Miguel Claro per la regione attiva solare 4122 (Our Sun), al ceco Petr Horálek per l’occultazione di Venere da parte della Luna del 19 settembre 2025 (Our Moon), al britannico Tom Williams per un Saturno ripreso pochi mesi dopo l’attraversamento del piano degli anelli (Planets, Comets and Asteroids), al bulgaro Radoslav Sviretsov (Aurorae) e al neozelandese Max Inwood (People and Space). Il premio Best Newcomer va a Haocheng Zhu con una M1, quello per i giovani al quindicenne greco Nikolaos Strimpoulis con una “Mineral Moon”, la categoria aperta Annie Maunder al polacco Paweł Wawrzyniak.
Per la nostra comunità la notizia più interessante arriva dalla categoria Skyscapes: la vince Stefano Pellegrini, indicato come italiano da BBC Sky at Night Magazine, con “Botswana Star Trail”, ripresa il 24 agosto 2025 nel Nxai Pan National Park. Nella scheda pubblicata dai Royal Museums Greenwich, Pellegrini spiega di aver posizionato la fotocamera quasi a terra, rivolta verso la chioma dei baobab, lasciandola scattare per circa quattro ore fino a raccogliere 340 fotogrammi, e sottolinea la differenza di densità stellare rispetto ai cieli europei.
Dettagli tecnici dell’immagine vincitrice
Secondo il racconto raccolto dai Royal Museums Greenwich, Alobaidly ha lavorato dal deserto di Al Salmy, nel Kuwait occidentale, un sito che lui stesso stima intorno alla classe Bortle 4,5, quindi buio ma non eccezionale, con bagliori residui all’orizzonte. Il setup era doppio: due rifrattori Askar 140 APO identici, ciascuno con una camera monocromatica ZWO ASI2600MM Pro, su montature separate, per raddoppiare la raccolta di dati. Le riprese risalgono alle notti del 21 e 22 agosto 2025, per un’integrazione complessiva di 28 ore e 30 minuti, dato confermato anche da Sky & Telescope.
La scelta del bersaglio è stata anche pratica: dalla latitudine del Kuwait LDN 1235 è circumpolare e a fine agosto resta alta per tutta la notte astronomica. Il filtraggio è un classico LRGB a banda larga, senza filtri a banda stretta, con l’obiettivo dichiarato di restituire in colori naturali il bruno della polvere e l’azzurro delle nebulose a riflessione. In elaborazione l’autore dice di aver evitato di forzare lo stretching per non perdere l’aspetto naturale delle strutture deboli.
Le motivazioni della giuria, espresse da Steve Marsh, puntano proprio su aspetti che conosciamo bene: stelle corrette fino ai bordi del fotogramma senza deformazioni, nessuna zona bruciata nonostante il forte contrasto e diverse galassie di fondo risolte attraverso la polvere. Una nostra stima: se le ore fossero ripartite in modo uniforme, ogni rifrattore avrebbe accumulato circa 7 ore per notte, un valore compatibile con la durata della notte astronomica a quella latitudine a fine agosto.
Impatto per gli astrofotografi
Sky & Telescope pubblica anche le configurazioni di altri vincitori. Tom Williams ha usato un Dobson autocostruito da 600 mm con camere Player One Uranus-M (con filtro Astronomik 642 IR) e Uranus-C; Horálek un Dobson Sky-Watcher FlexTube da 10 pollici con una Nikon Z6 III; il giovane Strimpoulis un Dobson da 150 mm f/8 con una Player One Ares-C. Ne ricaviamo, come lettura nostra, che il concorso premia ancora strumenti molto diversi per marca e fascia di prezzo, soprattutto nell’imaging planetario e lunare.
La lezione di “The Quiet Predator” per chi riprende dall’Italia, sempre come nostra inferenza, è che un sito Bortle 4-5, alla portata di molti di noi in collina o in montagna, può bastare anche per un soggetto debolissimo a banda larga, purché si investa nell’integrazione e nella cura dell’ottica fino ai bordi del campo.
Il concorso è aperto a fotografi di qualunque nazionalità: secondo il regolamento ufficiale, per l’edizione 2026 le iscrizioni sono rimaste aperte dal 5 gennaio al 2 marzo, con un massimo di dieci immagini per partecipante, mentre la sezione Young è riservata ai ragazzi fino a 15 anni. Al momento in cui scriviamo non abbiamo trovato il calendario ufficiale della prossima edizione; se lo schema resterà invariato, la finestra dovrebbe riaprirsi a inizio gennaio. Le immagini vincitrici e finaliste sono esposte al National Maritime Museum di Londra, secondo Sky & Telescope fino ad agosto 2027.
Fonti
Royal Museums Greenwich – ZWO Astronomy Photographer of the Year 2026 winners
Royal Museums Greenwich – Photographing a deep-space shark from the Kuwait desert
Royal Museums Greenwich – Skyscapes 2026
Royal Museums Greenwich – Competition rules
Sky & Telescope – Royal Observatory Greenwich and ZWO Present the Astronomy Photographer of the Year
BBC Sky at Night Magazine – Astronomy Photographer of the Year 2026: the winning images
