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Nova classica in Sagitta: V488 Sagittae raggiunge la settima magnitudine ed è ripresa anche da cieli Bortle 9

Scoperta il 25 agosto 2026 dalla survey NMW-TexasTech a magnitudine 9,0, la nova è salita in poche ore oltre la magnitudine 7 e ha ricevuto la designazione definitiva V488 Sagittae. La spettroscopia la classifica come nova di tipo Fe II, con velocità di espansione dell’ordine dei 1500 km/s. È un bersaglio raggiungibile con binocolo, piccoli rifrattori e smart telescope, e sta evolvendo in fretta.

La scoperta e i numeri fotometrici

Il transiente è stato individuato il 25,128 agosto 2026 UT dalla survey New Milky Way della Texas Tech University al Preston Gott Skyview Observatory, con una coppia di obiettivi Rokinon da 135 mm e camera CMOS QHY600PH-M. La magnitudine di scoperta, non filtrata e calibrata sulle V del Tycho-2, era 9,0. Il dato più interessante è quello della notte precedente: il 24,126 agosto nulla era visibile in quella posizione fino alla magnitudine 14,0, come riporta il telegramma CBET 5729 del Central Bureau. Almeno cinque magnitudini in poco più di ventiquattro ore.

La posizione è R.A. 19h45m06s,48, Dec. +18°22’42”,2 (J2000). Il candidato progenitore è la variabile Gaia DR3 1824166210904571136, che oscilla fra magnitudine G 19,3 e 20,8: un’ampiezza di outburst superiore a 10 magnitudini, che secondo gli scopritori nell’ATel #18009 è già di per sé un forte indizio di nova galattica.

La fotometria di follow-up del 25 agosto racconta un oggetto ancora in salita. Con un telescopio da 0,3 m allo stesso osservatorio texano sono stati misurati B = 8,18, V = 7,75 e R = 7,40 (25,303 ago.); poche ore dopo, da Yamaguchi, K. Yoshimoto riportava V = 7,34, R = 7,06 e I = 6,64, mentre uno ZWO Seestar S50 in Libano dava 7,14 non filtrata. La fotometria Sloan g’r’i’z’ dell’ATel #18012, ottenuta con un guidescope da 58 mm f/6 e camera QHY miniCAM8M, documenta un incremento di 0,14–0,25 magnitudini in circa tre ore, con errori di 0,036 mag. Il Virtual Telescope Project, che ha ripreso l’oggetto con un C14 e filtro R fotometrico, ha pubblicato una misura R = 6,1: un valore in banda rossa, quindi sensibilmente più ottimistico delle V.

Una precisazione, perché la notizia circola in versione arrotondata: ai valori misurati la nova resta circa una magnitudine sotto la soglia classica della visione a occhio nudo. La stima visuale raccolta dal Central Bureau è 7,2 con un binocolo 25×100, e le prime osservazioni sono avvenute con la Luna quasi piena, la stessa entrata in eclissi parziale il 28 agosto. Binocolo o strumento, quindi.

Da “probabile nova” a nova Fe II in quarantott’ore

La sequenza spettroscopica è interessante quanto la curva di luce. Il primo spettro, ottenuto il 25,431 agosto con il KOOLS-IFU sul telescopio Seimei da 3,8 m di Okayama e riportato nell’ATel #18008 da Taguchi e Arai, mostrava un continuo dominato da righe in assorbimento, con profili P Cygni su Hα, Hβ ed He I a velocità fra 1200 e 1500 km/s. Gli autori si sono fermati a un prudente “probabilmente una nova”, segnalando come inusuale la quantità di assorbimenti. La spiegazione è arrivata dall’ATel #18009: profili P Cygni dominati dall’assorbimento sono tipici di una nova prossima al massimo ottico, quando le righe in emissione sono ancora deboli rispetto al continuo. L’oggetto, in altre parole, era stato colto in salita.

La classificazione vera e propria è nell’ATel #18012 di Zhao e collaboratori, che hanno combinato uno spettrografo UVEX-4 modificato su un Celestron C11 con lo SPRAT del Liverpool Telescope da 2 m: nel secondo spettro emergono le emissioni di Fe II a 4515, 4520, 4522 e 4923 Å, con Hα di FWHM intorno a 900 km/s. Da qui la classificazione come nova di tipo Fe II secondo lo schema di Williams. L’ATel #18014 chiude il quadro: confrontando spettri del 25 e del 27 agosto ottenuti da Robin Leadbeater e Keith Shank nell’ambito del database ARAS, gli assorbimenti P Cygni risultano quasi scomparsi e la FWHM delle righe Balmer sale a circa 3300 km/s per Hα, segno di un’espulsione che diventa rapidamente otticamente sottile.

Impatto per gli astrofotografi

Il bersaglio è comodo. La Sagitta è alta nelle sere di fine estate e la nova cade in un campo che a focali corte include M 27 e M 71, come mostra l’immagine grandangolare ottenuta dal Virtual Telescope con un Samyang 135 mm e una ASI 6200MC Pro. Con coordinate note e un plate solving qualsiasi, il puntamento non richiede montature sofisticate.

Il thread di Cloudy Nights aperto il 25 agosto documenta una ripresa riuscita da cortile urbano in cieli Bortle 9, con Luna all’82% a soli 40 gradi di distanza: Explore Scientific ED 152 CF APO con riduttore 0,7×, ZWO ASI2600MM, filtri LRGB Chroma, 10×60 s per canale. Nello stesso thread compaiono un Tak 105 remoto in Hα e uno scatto afocale con iPhone su un dobson da 8 pollici.

L’aspetto più produttivo, però, è fotometrico. Con la nova intorno alla settima magnitudine bastano pose brevissime e un telescopio molto piccolo per curve di luce sensate, e l’AAVSO ha già pubblicato carta e sequenza di confronto nel Variable Star Plotter. Il consiglio tecnico, che qui non deriva dalle fonti ma dalla prassi, è di usare integrazioni corte per non saturare transiente e stelle di confronto, e di calibrare in ensemble su cataloghi come ATLAS-REFCAT2 o APASS.

Nelle prossime settimane il dato da raccogliere è il declino: i tempi t2 e t3 fisseranno la classe di velocità della nova e, indirettamente, la stima di distanza. Con la Luna ormai calante e la Sagitta ben piazzata a sera, le condizioni sono migliori adesso che la notte della scoperta.

Fonti

CBET 5729 – V488 Sagittae = Nova Sagittae 2026 = PNV J19450648+1822422
ATel #18008 – Spectroscopic Observation of PNV J19450648+1822422: Likely a Classical Nova?
ATel #18009 – Discovery and follow up observations of the likely Galactic Nova NMW-TTU-26bp
ATel #18012 – Spectroscopic Classification of PNV J19450648+1822422 as an Fe II-type Nova with Concurrent Photometry
ATel #18014 – Spectroscopic observations of Nova Sge 2026
The Virtual Telescope Project – V488 Sagittae, immagini del 25 agosto 2026
Cloudy Nights – New Nova in Sagitta, August 25th 2026
British Astronomical Association – Nova Sagittae 2026

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