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Due nove galattiche in agosto 2026: V488 Sge alta sul meridiano, V8055 Sgr a venti gradi dall’orizzonte

Nel giro di una settimana la survey NMW-TexasTech ha portato all’attenzione due nove classiche molto diverse fra loro. Una è finita in Sagitta, quasi allo zenit alle nostre latitudini e alla portata di un binocolo; l’altra in Sagittario, poco sopra l’orizzonte sud e con un profilo spettrale da nova lenta. Confrontarle è il modo più diretto per capire perché la posizione in cielo pesa più della magnitudine nominale.

V488 Sge: quasi due magnitudini in poche ore

Il transiente PNV J19450648+1822422, oggi ufficialmente V488 Sge, è stato individuato dalla survey NMW-TexasTech e riportato sulla Transient Objects Confirmation Page del CBAT. Sul forum della British Astronomical Association, Jeremy Shears ha raccolto la sequenza fotometrica delle prime ore: il report di scoperta lo dava a V = 8.9 il 25 agosto alle 03:00 UT circa, K. Yoshimoto lo misurava a V = 7.42 poche ore dopo con un obiettivo da 135 mm f/3.5 e filtro V, e in serata Nick James ricavava magnitudini Sloan preliminari di r’ = 7.06 e g’ = 7.38. Una salita di questo genere in meno di ventiquattro ore è esattamente ciò che rende una nova un bersaglio ingrato: chi aspetta la conferma ufficiale arriva a curva di luce già girata.

La conferma spettroscopica non si è fatta attendere. Robin Leadbeater ha pubblicato uno spettro amatoriale ottenuto la stessa notte, con profili P Cygni netti su H-alfa e H-beta e velocità in H-alfa attorno a 1500 km/s; Mike Harlow ha ottenuto uno spettro speditivo con un prisma obiettivo da 9 gradi su un 20 cm, in cui il profilo P Cygni si intuisce soprattutto su H-beta. Sul fronte professionale, la classificazione preliminare come probabile nova classica è arrivata da Isogai (ATel #18008).

Il dettaglio più interessante per chi riprende arriva da Tampo (SAAO), citato sempre sul forum BAA: la posizione della nova coincide con una candidata binaria a eclisse del catalogo Gaia, con periodo orbitale di 9.9011 giorni. Se il sistema è davvero quello, osservazioni risolte nel tempo potrebbero mostrare le eclissi riemergere durante il declino, man mano che la fotosfera si ritira. Shears riporta inoltre che la distanza geometrica mediana del precursore misurata da Gaia è di circa 6256 parsec, poco più di ventimila anni luce.

V8055 Sgr: nova Fe II, ma bassa e lenta

Il caso in Sagittario è quasi speculare. La stessa survey NMW-TexasTech ha scoperto un transiente di 9.4 mag il 19 agosto alle 02:33 UT, poi designato TCP J18251276-2225293 e infine V8055 Sgr (Nova Sgr 2026 No. 3). Taguchi lo ha classificato come nova classica in giornata con lo spettrografo integral field KOOLS-IFU sul telescopio Seimei, sulla base di righe di Balmer e O I λ7774 con profili P Cygni (ATel #17989).

La caratterizzazione più utile è però quella del Liverpool Telescope: due spettri con lo SPRAT a R~350 mostrano Balmer e O I 7773 in emissione con P Cygni pronunciati, righe di Fe II dei multipletti 42, 48 e 49, un assorbimento presso il doppietto Na I D, e una FWHM della componente in emissione di H-alfa di circa 1300 km/s. Da qui la classificazione come nova di tipo Fe II secondo lo schema di Williams (ATel #17995). È la classe caratterizzata da righe relativamente strette e da un’evoluzione graduale: chi si aspettava un evento fulmineo va corretto.

Anche la fotometria conferma la lentezza. Il VSX AAVSO fissa il picco a V = 8.1 il 20 agosto, con un range di variabilità 8.1–21.6 V; cinque giorni più tardi il Virtual Telescope Project, da Manciano, stimava R = 8.2 su una posa singola non filtrata di 120 secondi con il C14 robotizzato, aggiungendo che l’oggetto si trovava a soli venti gradi sull’orizzonte di sudovest. Lo stesso gruppo ha usato un reticolo da 200 linee/mm per rilevare H-alfa, H-beta e O I 7773 in emissione. Da segnalare, perché la confusione circola: lo spettro ad alta risoluzione con eShel (R = 11000) di questa nova non è del Virtual Telescope, ma di Olivier Garde, ottenuto in modalità automatica dalla struttura 2SPOT in Cile e condiviso su Cloudy Nights, con una posa di 600 secondi che l’autore stesso giudica insufficiente come rapporto segnale-rumore.

Cosa cambia in pratica per chi riprende

La declinazione decide quasi tutto. V488 Sge sta a +18°22′, quindi dall’Italia settentrionale culmina intorno ai 64 gradi: piena libertà di posa, massa d’aria trascurabile, nessun problema di dispersione atmosferica. Non a caso sul forum BAA è stata ripresa anche con Seestar e Dwarf3, ed è risultata facile in un binocolo 15×70 nonostante la Luna. V8055 Sgr sta invece a −22°25′ e culmina intorno ai 23 gradi da Bologna, ai 26 da Roma: serve orizzonte sud completamente libero, e si lavora comunque a masse d’aria elevate.

Sul piano metodologico questo si traduce in due accortezze. Sotto i venticinque gradi l’estinzione differenziale fra il target e le stelle di confronto diventa significativa, quindi conviene scegliere comparazioni vicine in altezza oltre che in colore; e la dispersione atmosferica allarga sensibilmente le stelle in banda larga, per cui un correttore ADC cambia la qualità del risultato più di qualsiasi ottimizzazione in ripresa. Vale poi la pena ricordare che le stime pubblicate non sono intercambiabili: una misura in R su un oggetto arrossato non si confronta con una in V, e la differenza può valere qualche decimo di magnitudine.

Per chi volesse contribuire con dati e non solo con immagini, la richiesta di fotometria risolta nel tempo su V488 Sge è la più concreta delle due: bastano sequenze regolari con filtro V o Sloan su più notti per coprire un periodo di dieci giorni. Le sequenze di confronto sono già disponibili tramite AAVSO VSP, e la nova resta ben posizionata nelle prossime settimane, mentre la finestra su V8055 Sgr si chiude via via che il Sagittario scende verso ovest.

Fonti

The Virtual Telescope Project 2.0 — V8055 Sagittarii = Nova Sagittarii 2026 No. 3, image and spectroscopy
ATel #17989 — Spectroscopic Classification of TCP J18251276-2225293 as a Classical Nova (Taguchi)
ATel #17995 — Liverpool Telescope spectroscopy identifies TCP J18251276-2225293 as an Fe II-type nova
ATel #18008 — Spectroscopic Observation of PNV J19450648+1822422 (Isogai)
AAVSO VSX — scheda di V8055 Sgr
British Astronomical Association — forum, discussione su Nova Sagittae 2026
Cloudy Nights — Nova Sgr3 2026c, spettri di Olivier Garde e KShank
CBET 5729 — designazione ufficiale V488 Sge

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