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La coda stretta di 220P/McNaught non è ionica: la polarimetria la attribuisce alle polveri

Un telegramma astronomico pubblicato il 18 agosto riporta le prime misure polarimetriche della cometa dopo l’outburst del 5 agosto. Le ha ottenute Christian Woehler, della Technische Universität Dortmund, con un newtoniano da 150/600 mm e una camera polarimetrica commerciale, da un sito nella Ruhr. Il risultato ribalta la lettura più immediata della morfologia: la coda sottile e rettilinea, quella che nelle nostre immagini classificheremmo d’istinto come coda di ioni, è dominata dalla luce solare diffusa dai grani di polvere.

Come è stata ottenuta la misura

Le osservazioni, descritte in ATel #17984, coprono le notti dal 12 al 15 agosto 2026, con angolo di fase compreso fra 37,0 e 37,4 gradi. Woehler ha lavorato in polarimetria per immagini nelle bande SLOAN g, r e i, accoppiando un riflettore newtoniano portatile da 150/600 mm a una camera polarimetrica QHY1253P raffreddata elettricamente, da Wetter, nella Ruhr. Dopo il binning, necessario per portare il rapporto segnale-rumore per pixel a un livello utilizzabile, la risoluzione effettiva delle immagini scende a 4,74 secondi d’arco per pixel. La polarizzazione strumentale è stata corretta su un’osservazione della stella standard non polarizzata gamma Boo.

È una configurazione che vale la pena guardare da vicino: apertura da 150 mm, focale corta, camera di serie, cielo tutt’altro che ideale. La differenza rispetto a una nostra sessione ordinaria non sta nell’ottica ma nel sensore polarimetrico, che consente di ricavare il grado di polarizzazione lineare pixel per pixel, e nella catena di calibrazione. La cometa, ricordiamo, è una gioviana con periodo di circa 5,5 anni, ed è passata attraverso due outburst maggiori nel 2026, il primo a fine maggio e il secondo il 5 agosto, documentati rispettivamente in ATel #17829 e nella CBET 5722.

I numeri della polarizzazione

Il grado di polarizzazione lineare, mediato su tre regioni selezionate manualmente sulle immagini, è stato misurato il 14 agosto in banda r e il 15 agosto in banda i. La chioma centrale dà 0,084 ± 0,004 in r e 0,122 ± 0,008 in i. La coda stretta dà 0,114 ± 0,003 in r e 0,164 ± 0,003 in i. La coda larga e diffusa dà valori praticamente sovrapponibili, 0,117 ± 0,001 in r e 0,163 ± 0,001 in i. Due regolarità emergono con chiarezza: le due code polarizzano allo stesso modo e circa un terzo più della chioma centrale, e in tutte e tre le regioni la banda i polarizza circa il 40 per cento più della banda r.

Il passaggio decisivo è il confronto con l’emissione di gas. L’espressione standard per il grado di polarizzazione dell’emissione di un gas diatomico, alle condizioni di questa osservazione, restituirebbe appena 0,027. Misurare 0,114 sulla coda stretta significa che lì la luce che raccogliamo non è emissione molecolare ma luce solare diffusa dalla polvere, nonostante una morfologia che ricorda in tutto le code ioniche di altre comete. Nella stessa direzione va un altro dato riportato nel telegramma: la coda stretta risulta circa due volte più luminosa per pixel della coda larga in tutte e tre le bande, cosa inattesa se fosse gas, dato che le emissioni molecolari sono in genere più povere e più deboli nel vicino infrarosso che nel rosso e nel verde.

Sulle dimensioni dei grani il telegramma è altrettanto esplicito. La polarizzazione delle code di 220P/McNaught è circa metà di quella misurata alla stessa geometria nella coda di polveri di C/2023 A3 Tsuchinshan-ATLAS, e questo indica grani in media più grandi. Il forte aumento passando da r a i, invece, punta a una predominanza di dimensioni sub-micrometriche prossime al limite di Rayleigh. La chioma centrale, con il suo 0,084 in banda r, si colloca fra le comete ad alto massimo di polarizzazione, sopra l’intervallo tipico delle gioviane, cioè della famiglia a cui 220P appartiene.

Cosa cambia per le nostre riprese

La ricaduta più diretta è interpretativa. Da qui in avanti, davanti a una cometa con doppia struttura di coda, l’etichetta “coda ionica” applicata alla componente sottile e rettilinea va trattata come un’ipotesi e non come una lettura ovvia: la morfologia da sola non discrimina fra gas e polvere, e in questo caso avrebbe portato fuori strada. La chioma esterna verde-azzurra che il telegramma attribuisce con cautela all’emissione di carbonio molecolare è invece il segnale su cui costruire le scelte di ripresa (nostra inferenza, non un risultato della fonte): un segnale a banda larga e diffuso premia le acquisizioni in RGB o senza filtro, mentre i filtri multibanda pensati per le nebulose a emissione, centrati su H-alfa e ossigeno ionizzato, tagliano fuori buona parte di ciò che rende visibile una chioma di questo tipo.

Il secondo punto riguarda la fattibilità. Nulla in questa misura richiede un’apertura fuori dalla portata di un osservatore privato, e l’autore chiede esplicitamente ulteriori osservazioni spettrali e polarimetriche, indicando come particolarmente utili gli spettri nel visibile e nel vicino infrarosso della coda larga confrontati con quelli della coda stretta. Chi disponga di un sensore polarimetrico, o anche solo di un analizzatore rotante e della pazienza necessaria alla calibrazione, ha davanti una finestra ancora aperta.

Sulla tempistica conviene però essere netti, perché la finestra si sta chiudendo in fretta. Le stime raccolte da Seiichi Yoshida danno la cometa a 8,4 magnitudini il 18 agosto, con previsione di 9,5 a fine mese, mentre l’ultima osservazione registrata in COBS al 19 agosto riporta 10,5 magnitudini con chioma di 3 primi e coda ancora estesa per 21 primi. Il picco del 6 agosto, intorno alla sesta magnitudine, è archiviato: 220P/McNaught resta un buon soggetto fotografico nel Cetus prima dell’alba, non più un oggetto da binocolo. Chi vuole documentare la geometria delle due code, e magari verificare se la coda stretta si mantiene più luminosa della larga anche in fase di dissoluzione, farebbe bene a non rinviare oltre le prossime notti senza Luna.

Fonti

ATel #17984, Post-outburst morphology and polarization behavior of the short-periodical comet 220P/McNaught
ATel #17956, Magnitudes and colors of comet 220P/McNaught during outburst
ATel #17829, Large Apparent Outburst of Comet 220P/McNaught
CBET 5722, Central Bureau for Astronomical Telegrams, Comet 220P/McNaught
Weekly Information about Bright Comets, Seiichi Yoshida
Comet 220P/McNaught, dati osservativi COBS su TheSkyLive
COBS, Comet Observation Database

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