Orionidi 2026: picco nella notte tra il 21 e il 22 ottobre, con la Luna che lascia solo le ore prima dell’alba
Lo sciame generato dai detriti della cometa di Halley raggiunge il massimo con una Luna gibbosa crescente illuminata per circa tre quarti. Per chi vuole riprenderlo a grande campo, la finestra utile si riduce a poche ore tra il tramonto lunare e il crepuscolo astronomico, e si accorcia di oltre un’ora a ogni notte.
Date, tassi attesi e condizioni lunari
Le Orionidi sono attive dal 2 ottobre al 7 novembre e, secondo il calendario dell’American Meteor Society (AMS), il picco 2026 cade nella notte tra il 21 e il 22 ottobre. EarthSky, che riprende la previsione dell’Observer’s Handbook della Royal Astronomical Society of Canada, colloca il massimo teorico alle 18 UTC del 21 ottobre, cioè in pieno giorno per l’Europa: per noi significa che le mattine del 21 e del 22 si trovano entrambe a cavallo del picco. Lo sciame, ricorda la stessa EarthSky, ha del resto un massimo ampio, quasi a plateau, distribuito su più notti.
Sui numeri conviene essere realisti. L’AMS indica per un anno normale 10-20 meteore all’ora al massimo, ricordando che fra il 2006 e il 2009 i tassi salirono a 50-75 all’ora, livelli paragonabili alle Perseidi, mentre le apparizioni più recenti hanno mostrato un’attività bassa o nella media. EarthSky suggerisce di aspettarsi 10-20 meteore all’ora sotto cielo buio e senza Luna, mentre Star Walk riporta un valore teorico di 20 all’ora con radiante allo zenit, precisando che il conteggio reale è in genere inferiore. Il valore di circa 20 va quindi letto come limite superiore in condizioni ideali, non come previsione.
Il vero fattore limitante è la Luna. Il primo quarto cade il 18 ottobre e la Luna piena il 26 ottobre alle 4:12 UTC, come riporta EarthSky, mentre l’AMS stima un’illuminazione del 74% nella notte del picco. EarthSky conferma che la Luna tramonterà alcune ore prima dell’alba, lasciando un intervallo di cielo buio proprio quando il radiante è più alto.
Quanto dura davvero la finestra buia dal Nord Italia
Abbiamo calcolato tramonto lunare e inizio del crepuscolo astronomico per una località della Pianura Padana (circa 44,8° N, 11,6° E). Nella notte tra il 20 e il 21 ottobre la Luna tramonta intorno alle 2:00 ora legale e il crepuscolo astronomico inizia verso le 6:00: restano circa quattro ore di buio pieno. Tra il 21 e il 22 il tramonto lunare slitta alle 3:10 circa e la finestra scende a poco meno di tre ore. Tra il 22 e il 23 la Luna tramonta verso le 4:20 e rimane circa un’ora e quaranta minuti, mentre dal 23 in poi il margine è praticamente nullo. Va ricordato anche il ritorno all’ora solare nella notte tra il 24 e il 25 ottobre, che sposta indietro di un’ora tutti gli orari civili.
La conseguenza pratica, che va oltre quanto scritto dalle fonti, è che la mattina del 21 è con buona probabilità più produttiva di quella del 22, pur trovandosi leggermente in anticipo sul massimo nominale: il plateau dello sciame compensa la piccola distanza temporale, mentre un’ora in più di cielo buio pesa molto su uno sciame da 10-20 meteore all’ora. Nelle stesse ore il radiante, poco a nord di Betelgeuse, si trova fra circa 35° e 60° di altezza sull’orizzonte, in posizione favorevole per tutta la finestra utile.
Impatto per gli astrofotografi
Le Orionidi sono tra le meteore più veloci dell’anno: entrano in atmosfera a circa 66 km/s secondo EarthSky e Star Walk, e circa la metà lascia scie persistenti di gas ionizzato che rimangono visibili per alcuni secondi. EarthSky segnala inoltre la possibilità di bolidi brillanti, che rappresentano il bersaglio più realistico per chi riprende con ottiche grandangolari.
Dal nostro punto di vista, una velocità così elevata significa che ogni scia attraversa rapidamente i pixel e deposita poca luce per unità di superficie: conviene puntare su obiettivi luminosi usati a tutta apertura e su ISO medio-alti, mantenendo pose singole contenute, perché esposizioni troppo lunghe accumulerebbero soprattutto fondo cielo senza rendere più evidenti le tracce. EarthSky ricorda che le meteore diventano spesso visibili a una trentina di gradi dal radiante: inquadrare una porzione di cielo a quella distanza da Orione, anziché il radiante stesso, aumenta la probabilità di registrare tracce lunghe. Intervallometro in ripresa continua e batterie cariche restano indispensabili, considerato che la sessione utile dura da due a quattro ore.
Chi pianifica un’uscita sotto un cielo scuro dovrebbe quindi concentrarsi sulle mattine del 21 e del 22 ottobre, arrivando sul posto prima del tramonto lunare per completare con calma montaggio e messa a fuoco. Per gli sviluppi successivi varrà la pena seguire i resoconti delle reti di osservazione: i conteggi reali del 2026 diranno se lo sciame resta nella fase di attività moderata degli ultimi anni.
Fonti
EarthSky – Orionid meteor shower 2026: All you need to know
