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Il 10° Meeting UAI Sole-Luna-Pianeti si tiene il 26 e 27 settembre a San Marcello Piteglio

L’Unione Astrofili Italiani porta la decima edizione del suo incontro nazionale dedicato al Sistema Solare all’Osservatorio della Montagna Pistoiese, ospite del GAMP. Nel programma anche la prima edizione dell’UAI Sole-Luna-Pianeti Imaging Award. Chi vuole partecipare come uditore ha tempo fino al 15 settembre.

L’appuntamento e la sede

Il decimo Meeting Sole-Luna-Pianeti dell’Unione Astrofili Italiani si terrà sabato 26 e domenica 27 settembre 2026 presso il Gruppo Astrofili Montagna Pistoiese, a San Marcello Piteglio in provincia di Pistoia. È l’incontro annuale delle Sezioni Nazionali di Ricerca UAI dedicate al Sole, alla Luna e ai pianeti, e per il 2026 l’associazione ha annunciato un format allargato: ospiti internazionali, workshop pratici, osservazione sul campo e un concorso fotografico nazionale, oltre ai consueti interventi delle Sezioni.

Il cambio di sede non è un dettaglio secondario. Dopo l’edizione online del 2024 e quella del 2025 al MarSEC di Marana, l’UAI riporta il meeting in un osservatorio di montagna, con la possibilità di attività osservative serali accanto ai talk. La conclusione della nona edizione, riferisce l’UAI, aveva già fissato l’appuntamento su queste date e su questa sede.

Il 5 settembre l’associazione ha comunicato che sulla pagina dell’evento è disponibile la bozza del programma dei talk e delle attività, insieme alle informazioni sulla cena sociale, aperta a tutti i partecipanti. Lo stesso comunicato segnala che i posti rimasti sono pochi. Le iscrizioni dei relatori si sono chiuse il 31 agosto; quelle per chi partecipa come semplice ascoltatore scadono il 15 settembre, attraverso il form dedicato sul sito UAI. Chi legge questo articolo nei giorni della pubblicazione ha quindi una finestra molto stretta per decidere.

Il primo UAI Sole-Luna-Pianeti Imaging Award

La novità dell’edizione 2026 è il contest fotografico nazionale legato al meeting, presentato dall’UAI come prima edizione dell’Imaging Award. Le iscrizioni e l’invio degli elaborati si sono aperti il 15 luglio e chiusi il 31 agosto, quindi la parte competitiva è ormai definita: quello che resta è la fase pubblica, in programma durante le due giornate.

Il regolamento merita una lettura anche per chi non ha partecipato, perché dice qualcosa sull’impostazione che l’UAI ha scelto. La partecipazione era gratuita e aperta a tutti, soci e non soci, senza limiti di età o nazionalità. Soprattutto, il concorso ammetteva immagini realizzate con qualsiasi tecnica osservativa, sia in alta sia in bassa risoluzione, incluse le riprese paesaggistiche: una scelta che tiene insieme il planetario da lucky imaging e il ritratto di Luna in un contesto ambientale, due mondi che nei concorsi vengono spesso separati. L’UAI dichiara come obiettivo la valorizzazione dell’astrofotografia come strumento di osservazione e divulgazione, non solo come esercizio estetico.

Sul piano dei diritti, il bando è lineare: gli autori mantengono la piena proprietà delle immagini e concedono all’UAI un uso gratuito limitato alle finalità culturali, divulgative e promozionali legate al contest e al meeting, con citazione obbligatoria del nome. Una selezione delle opere ricevute sarà esposta in forma digitale durante il Meeting e successivamente sui canali di comunicazione ufficiali dell’associazione.

Cosa ne ricaviamo noi che lavoriamo sul cielo profondo

Il taglio del meeting è dichiaratamente sistema-solare, quindi l’interesse diretto per chi fa deep-sky è limitato. Restano però almeno tre ragioni pratiche per seguirlo, che segnaliamo come nostra lettura e non come contenuto dei materiali UAI.

La prima è la sovrapposizione tecnica fra i due campi, oggi più forte di quanto si pensi. Il controllo della turbolenza, la valutazione del seeing sul campo, la gestione del rumore di lettura nei sensori CMOS e il tema della calibrazione sono problemi comuni, anche se affrontati con tempi di posa che differiscono di ordini di grandezza. Chi passa una giornata ad ascoltare come si ottimizza un’acquisizione a 200 fps porta a casa un modo diverso di ragionare sul rapporto fra numero di frame, selezione e risultato finale, che si trasferisce bene alla logica dello stacking deep-sky.

La seconda è la rete di contatti. I meeting UAI restano uno dei pochi luoghi dove i coordinatori delle Sezioni di Ricerca, gli astrofili che producono dati usabili e i nuovi arrivati si incontrano di persona, in un ambiente in cui la ricerca amatoriale non è un accessorio.

La terza riguarda il precedente che l’Imaging Award stabilisce. Un contest nazionale nato dentro una struttura associativa, con un regolamento chiaro sull’uso delle immagini e un’apertura esplicita a tecniche molto diverse fra loro, è un modello che potrebbe estendersi ad altre Sezioni. Se la formula funziona, non è difficile immaginare che il profondo cielo chieda qualcosa di analogo.

Nelle settimane successive al meeting l’UAI pubblica di norma gli atti con gli abstract degli interventi, come avvenuto per l’edizione precedente. Chi non riesce a esserci nel fine settimana del 26 e 27 settembre avrà quindi comunque modo di recuperare i contenuti tecnici, anche se non la parte osservativa sul campo.

Fonti

Il 10° Meeting UAI Sole-Luna-Pianeti si sta avvicinando — Unione Astrofili Italiani

E’ in arrivo il X Meeting UAI Sole-Luna-Pianeti 2026 — Unione Astrofili Italiani

Rimane poco tempo per iscriversi al 10° Meeting Sole Luna Pianeti UAI — Unione Astrofili Italiani

UAI Sole-Luna-Pianeti Imaging Award 2026 — regolamento

Conclusa la IX edizione del meeting Sole-Luna-Pianeti dell’UAI — Unione Astrofili Italiani

Eventi — Gruppo Astrofili Montagna Pistoiese

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