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La 161P/Hartley-IRAS verso la decima magnitudine: massimo avvicinamento alla Terra il 2 ottobre

Il bollettino ALPO Comet News per settembre e ottobre 2026 introduce la 161P/Hartley-IRAS fra i target del bimestre: in poche settimane guadagna quasi tre magnitudini e il 2 ottobre transita a 0,50 UA dalla Terra, nel migliore dei suoi ritorni fra il 1950 e il 2100. Per l’emisfero nord la finestra utile si apre proprio ora.

Un ritorno che non si ripeterà

La 161P/Hartley-IRAS è una cometa di tipo Halley con periodo di 21,5 anni e un’inclinazione orbitale di 95,8 gradi, quindi praticamente perpendicolare al piano del Sistema Solare. Uno dei nodi cade a circa 0,12 UA dall’orbita di Giove, e il bollettino ALPO indica in un passaggio ravvicinato al pianeta la causa più probabile dell’assetto attuale: un oggetto che ha cambiato radicalmente geometria in tempi relativamente recenti.

La storia della scoperta è insolita anche per l’epoca. L’11 novembre 1983 il CBAT ricevette la segnalazione di un oggetto in rapido movimento individuato il giorno prima dal satellite infrarosso IRAS; chiedendo conferma agli osservatori dello UK Schmidt a Siding Spring, si scoprì che Malcolm Hartley lo aveva già ripreso fotograficamente il 4 novembre. Da qui il doppio nome. Quello del 2026 è il terzo ritorno osservato, dopo l’apparizione di scoperta e il recupero del 2005.

La combinazione geometrica di quest’anno è quella che conta: perielio il 27 novembre a 1,27 UA, ma soprattutto minima distanza dalla Terra il 2 ottobre a 0,50 UA, un valore vicino al MOID di 0,45 UA. Significa che il massimo di luminosità apparente arriva quasi due mesi prima del perielio, e che la cometa dà il meglio adesso anziché a fine novembre, quando sarà già in allontanamento. Fra 1950 e 2100 non si presenta una occasione migliore.

Cosa hanno registrato gli osservatori

Ad agosto la Comets Section ALPO ha ricevuto venti misure di magnitudine, tutte ottenute con camere CCD/CMOS e nessuna stima visuale: a queste luminosità il target è esclusivamente fotografico. I dati mostrano una risalita da magnitudine 16-17 nei primi giorni del mese a 13-15 fra il 22 e il 25 agosto, con la dispersione tipica delle misure ottenute con aperture e tecniche diverse.

Interessante l’evoluzione morfologica. Mike Olason misurava una chioma di appena 0,4 primi il 9 agosto; il 23 Raymond Ramlow ne riportava una di 5,7 primi, oltre dieci volte più estesa in due settimane. Una coda corta compare da metà mese: la più lunga segnalata è di 0,9 primi, misurata da Andrew Pearce il 16 agosto, con altri osservatori attestati fra 0,5 e 0,8 primi. Va però tenuto presente che al recupero del 18 luglio, a opera di Hirohisa Sato da Siding Spring, la cometa risultava due o tre volte più debole di quanto previsto sulla base dell’apparizione del 2005: le effemeridi ALPO derivano da un fit sulle osservazioni di questo ritorno, ma il margine di errore su un oggetto di questo tipo resta ampio.

Effemeridi, finestre e moto apparente

I numeri del bollettino: magnitudine 13,6 il 1° settembre, 12,0 il 16, 11,4 il 21, 10,8 il 26, con la distanza geocentrica che scende da 1,00 a 0,53 UA. L’elongazione solare sale da 118 a 168 gradi, con l’opposizione a fine mese. Il picco è previsto intorno alla 10,5 il 2 ottobre, poi la cometa resta fra 10,5 e 11,0 per tutto il mese mentre attraversa rapidamente Acquario, Cavallino, Delfino e Aquila. Da Eridano e Balena, dove si trova in settembre, il passaggio è dal cielo del mattino a quello della sera.

Per chi riprende alle nostre latitudini la tendenza è tutta favorevole. A 40 gradi nord l’altezza massima passa da 32 a 40 gradi nel corso di settembre e da 44 a 61 gradi in ottobre; dall’Italia settentrionale vanno sottratti quattro o cinque gradi, ma resta una finestra ampia e in miglioramento costante, l’opposto di quanto accade all’emisfero australe, che dopo l’opposizione perde rapidamente quota.

Due vincoli pratici. Il primo è la Luna: l’opposizione del 26 settembre coincide con il plenilunio, e anche il picco del 2 ottobre cade con la Luna ancora ingombrante; il periodo migliore per cielo buio è quello attorno al novilunio del 10 ottobre, con la cometa ancora a 10,6 e oltre cinquanta gradi di altezza. Il secondo è il moto proprio: a 0,5 UA le effemeridi ALPO danno uno spostamento di circa tre gradi al giorno a cavallo fra fine settembre e inizio ottobre, ossia intorno a sette secondi d’arco al minuto. Su una posa da cinque minuti sono oltre mezzo primo di scia, ben visibile a qualunque campionamento ragionevole. Servono subframe corti con allineamento non siderale, oppure il doppio stacking sul nucleo e sulle stelle con successiva ricomposizione.

Restano da sfruttare due passaggi ravvicinati segnalati da ALPO: il 22 settembre la cometa transita entro 10 primi dal gruppo di galassie NGC 283-286, il 23 a 40 primi dalla nebulosa planetaria NGC 246. Dopo il massimo di inizio ottobre la 161P continuerà a salire verso nord mantenendosi sopra l’undicesima magnitudine fino al perielio di fine novembre, quando l’aumento della distanza dalla Terra comincerà a prevalere sull’avvicinamento al Sole.

Fonti

Carl Hergenrother, «ALPO Comet News for September and October 2026», Comets Section dell’Association of Lunar and Planetary Observers, 2 settembre 2026

ALPO Comets Section – pagina ufficiale e archivio dei bollettini mensili in PDF

Claudio Pra, «Le comete del mese di Settembre: i “botti” della 220P/McNaught», Coelum Astronomia, 30 agosto 2026

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