Annunciata la selezione finale dello ZWO Astronomy Photographer of the Year 2026
Il Royal Observatory Greenwich ha diffuso le immagini finaliste della diciottesima edizione del concorso di astrofotografia più partecipato al mondo: quasi 4.000 scatti da 66 Paesi, con una presenza italiana tra i finalisti della categoria solare. I vincitori saranno proclamati il 17 settembre 2026.
Il Royal Observatory Greenwich ha reso pubblica la selezione delle immagini finaliste dello ZWO Astronomy Photographer of the Year, giunto alla sua diciottesima edizione. Come riporta la BBC Sky at Night Magazine, partner storico della manifestazione, il concorso ha raccolto quest’anno quasi 4.000 candidature provenienti da 66 Paesi, confermandosi la competizione di riferimento per chi lavora sul cielo notturno. Per noi astrofotografi la shortlist annuale è più di una galleria di immagini spettacolari: è un termometro delle tendenze tecniche ed espressive del settore, e un’occasione per confrontare setup, tempi di integrazione e approcci all’elaborazione. Come sottolinea Forbes, la selezione di quest’anno mette in evidenza anche il crescente fenomeno dell’astroturismo, con scatti nati da spostamenti mirati verso siti a cielo scuro per catturare allineamenti ed eventi precisi.
Cosa è stato selezionato
La rosa dei finalisti spazia tra nebulose profonde, mosaici della Via Lattea, sciami meteorici, scene lunari, aurore ed eclissi. Uno degli eventi più rappresentati è l’eclissi solare parziale del 29 marzo 2025, visibile da Regno Unito, Europa e parte di Nord America. Il britannico James McBeath, con “Moody Partial Solar Eclipse”, ha ripreso il disco solare attraverso nubi in rapido movimento da un parco di Leeds, utilizzando un filtro infrarosso R-72 a 720 nm su una focale equivalente di 600 mm, come dettagliato nella scheda tecnica pubblicata da BBC Sky at Night Magazine.
Da segnalare la presenza italiana: Mario Cogo è tra i finalisti nella categoria “Our Sun” con “Suspended Plasma”, ottenuta con un rifrattore autocostruito e sistema H-alpha in configurazione telecentrica a 6.000 mm f/40, con esposizioni nell’ordine dei 10 millisecondi per congelare la dinamica della cromosfera. Tra gli altri lavori citati dalle fonti figurano l’aurora sopra la cascata di Goðafoss in Islanda di Yifan Cao, la “supermoon” sopra lo skyline di Parigi di Martin Giraud ripresa da Meudon con Torre Eiffel e Sacré-Cœur in allineamento, e “The Celestial Gate” di Yoshiki Abe, che incornicia le nebulose M8 e M20 dietro un torii giapponese sulla spiaggia di Nata.
Dettagli tecnici e categorie
Il concorso si articola in nove categorie: Skyscapes, Aurorae, People and Space, Our Sun, Our Moon, Planets Comets and Asteroids, Stars and Nebulae, Galaxies e la sezione giovanile ZWO Young Astronomy Photographer of the Year. A queste si aggiungono due premi speciali, il Sir Patrick Moore Prize per il miglior esordiente e l’Annie Maunder Open Category, quest’ultima dedicata all’elaborazione creativa di dati astronomici propri o di archivi pubblici, con l’esplicita esclusione di dati generati artificialmente o tramite intelligenza artificiale, come precisa il regolamento riportato da BBC Sky at Night Magazine.
Le schede tecniche dei finalisti confermano quanto le lunghe integrazioni restino centrali nel deep-sky. Diverse immagini superano le 20 ore di posa complessiva sommando i canali a banda stretta H-alpha, OIII e SII, con esempi che sfiorano le 43 ore totali su strumentazione installata in siti remoti come l’osservatorio di El Sauce, in Cile. È un dato che riguarda anche chi, come molti di noi, lavora da postazioni sotto cieli non ideali: la strada verso il dettaglio e il rapporto segnale-rumore passa più dall’accumulo di ore e dalla qualità dell’elaborazione che dall’apertura pura dello strumento.
Impatto per gli astrofotografi
La shortlist di quest’anno riflette con evidenza il fenomeno dell’astroturismo: molti scatti nascono da spostamenti mirati verso coste, cascate, città e siti a cielo scuro per catturare allineamenti precisi o eventi transitori. È una dinamica che vale la pena osservare, perché sposta parte del valore dell’immagine dalla sola resa tecnica alla pianificazione, alla scelta del sito e al foreground. Per chi pratica deep-sky da postazione fissa, resta comunque forte la componente puramente strumentale, ben rappresentata dalle nebulose e dalle galassie in banda stretta della categoria Stars and Nebulae.
I vincitori delle nove categorie, dei due premi speciali e il vincitore assoluto saranno annunciati il 17 settembre 2026. Il primo premio è di 10.000 sterline, con 1.500 sterline per i vincitori di categoria. Le immagini premiate e una selezione dei finalisti saranno esposte al National Maritime Museum di Londra a partire dal 18 settembre, mentre il volume ufficiale edito da Collins in collaborazione con i Royal Museums Greenwich sarà disponibile in loco e online dalla stessa data e nelle librerie dal 2 ottobre. Fino ad allora la galleria completa resta consultabile sul sito del concorso, un archivio utile per studiare composizioni, strumentazione e workflow in vista delle nostre prossime sessioni.
Fonti
BBC Sky at Night Magazine – Astronomy Photographer of the Year 2026 shortlist
Royal Museums Greenwich – ZWO Astronomy Photographer of the Year
Forbes – 29 Stunning Space Photos Revealed By Astronomy Photographer Of The Year
PetaPixel – The 29 Finalists for Astronomy Photographer of the Year
