Stellarium 26.3: nuovo plugin Object Visibility, sky culture Potawatomi e atmosfera leggera come default
Il 28 settembre il team di Stellarium ha pubblicato la versione 26.3, terza release del 2026. La novità più vistosa è un plugin che mostra su una mappa terrestre da dove e da quali latitudini un oggetto è osservabile, completato da due schede dedicate ai crepuscoli. Per noi astrofotografi, però, le modifiche più concrete si trovano anche in Telescope Control, Satellites, Oculars e AstroCalc.
Cosa cambia con la 26.3
L’annuncio è arrivato dalla pagina delle release del progetto su GitHub e dal sito ufficiale stellarium.org, con pacchetti per Windows (Qt5, Qt6 e ARM64), macOS e Linux in formato AppImage. Le note di rilascio indicano come punti principali l’aggiunta della sky culture Potawatomi, il nuovo plugin Object visibility, numerosi miglioramenti ai plugin, al core e all’interfaccia, aggiornamenti delle sky culture e interventi sul motore di scripting.
Il plugin Object visibility è la novità che merita più attenzione, ma va inquadrato correttamente. Secondo la descrizione pubblicata dal suo autore nella pull request #4933, lo strumento disegna su una mappa della Terra, zoomabile e navigabile come quella della finestra Località, le linee di visibilità di una stella o di un oggetto deep-sky selezionato: il limite di visibilità, un limite di visibilità “buona” legato a un’altezza minima personalizzabile (5 gradi di default), le zone da cui l’oggetto transita allo zenit e i limiti nord e sud della circumpolarità. Il calcolo tiene conto di precessione e moto proprio e parte solo premendo il pulsante Calculate: non esiste una modalità di aggiornamento continuo che segua il tempo del planetario.
A questa prima scheda se ne aggiungono altre due. Twilight limits, introdotta con la pull request #5041, traccia sulla mappa le latitudini limite delle varie fasi del crepuscolo ai solstizi d’estate e d’inverno, insieme a equatore, tropici e circoli polari. Twilight map, descritta nella pull request #5047, mostra invece la situazione istantanea dei crepuscoli sulla superficie terrestre con linee e ombreggiature, aggiornandosi mentre scorre il tempo simulato. Entrambe includono le etichette delle località prese dal database di Stellarium, filtrabili per popolazione.
Dettagli tecnici: plugin, AstroCalc e core
Sul fronte del controllo della montatura, le note di rilascio segnalano l’aggiunta del trasporto TCP per il protocollo LX200 nel plugin Telescope Control, la correzione di alcune incompatibilità dello stesso protocollo e la risoluzione di un crash con i driver INDI e INDIGO privi della funzione di unpark. Il plugin Satellites supporta ora il formato TLE Alpha-5; si tratta, per quanto ne sappiamo, della variante che codifica con una lettera i numeri di catalogo superiori a 99999, un’estensione resa necessaria dalla crescita del numero di oggetti in orbita.
Il plugin Oculars guadagna la possibilità di nascondere il marcatore del centro del sensore, mentre Remote Control integra una documentazione OpenAPI consultabile tramite SwaggerUI. ArchaeoLines mostra ora la distanza nelle etichette dei bersagli geografici. In AstroCalc sono stati corretti l’ordinamento di oggetti deep-sky, comete periodiche e pianetini nel tool What’s Up Tonight e la linea del transito nel grafico altezza-tempo; lo strumento Eclissi permette di saltare direttamente alle circostanze locali di un’eclisse o di un transito planetario e adotta la terminologia NASA/Espenak per le fasi. Nei cataloghi entrano Nova Tauri 2026 e SN 2026sqf, e viene aggiornato il GCVS.
Nel core, il modello atmosferico leggero introdotto con la 26.2 diventa quello predefinito. Le note non spiegano le motivazioni della scelta; è ragionevole supporre che il vantaggio principale riguardi le prestazioni su hardware modesto, come i mini PC da campo, ma si tratta di una nostra deduzione. Un’altra modifica al core migliora la leggibilità del testo, in particolare negli screenshot.
Impatto per gli astrofotografi
Chiariamo subito un punto: Object visibility non è uno strumento per decidere a che ora riprendere un soggetto dal proprio giardino. Risponde a una domanda diversa, cioè da quali regioni della Terra un oggetto è osservabile e con quale altezza. Per la pianificazione della singola notte restano centrali What’s Up Tonight e il grafico altezza-tempo di AstroCalc, e proprio per questo le correzioni a quei tool sono, nella pratica quotidiana, la parte più utile della release.
Il nuovo plugin diventa invece interessante quando si programma una trasferta. Alzando la soglia di visibilità “buona” dai 5 gradi di default a valori più realistici per la ripresa, attorno ai 25-30 gradi per limitare estinzione e turbolenza, si può capire a colpo d’occhio a quale latitudine conviene spostarsi per inseguire un soggetto australe basso dall’Italia. La scheda Twilight limits aiuta invece chi pianifica sessioni estive verso nord: per nostro calcolo, attorno al solstizio d’estate la notte astronomica sparisce del tutto sopra circa 48,5 gradi di latitudine, un dato da tenere presente prima di caricare il setup in auto per un viaggio in Europa centrale o settentrionale.
Per chi pilota la montatura da Stellarium, il supporto TCP per LX200 semplifica in prospettiva i collegamenti con adattatori di rete, senza passare per porte seriali virtuali; anche questa è una nostra inferenza, da verificare con il proprio hardware.
Il plugin è alla sua prima versione e nelle discussioni sulle pull request gli sviluppatori hanno già segnalato piccoli problemi di interfaccia e di prestazioni, oltre alla proposta di portare l’overlay anche nella mappa della finestra Località. È probabile che le prossime release lo affinino: conviene provarlo ora sulle proprie mete di viaggio, tenendo d’occhio le versioni successive.
Fonti
Stellarium – Release v26.3 su GitHub
Stellarium.org – Annuncio di Stellarium 26.3
GitHub – Pull request #4933: Add new plugin ‘Object visibility’
GitHub – Pull request #5041: Add new tab ‘Twilight limits’ to Object Visibility plugin
GitHub – Pull request #5047: Add new tab “Twilight map” to Object Visibility
