Siril 1.4 integra la rimozione del gradiente: il panorama degli strumenti si rinnova
Cosa cambia
Il gradiente di fondo cielo resta uno dei problemi più ricorrenti nella nostra elaborazione: inquinamento luminoso, vignettatura, presenza della Luna o semplice scattering atmosferico lasciano quasi sempre una gradazione di luminosità sui frame integrati, capace di mascherare i dettagli più tenui e di alterare la resa dei colori. Fino a qualche tempo fa, la rimozione di questo difetto richiedeva di appoggiarsi a software esterni o a strumenti dedicati come GraXpert, diventato negli ultimi anni un riferimento grazie alla sua modalità AI a un click.
Con Siril 1.4 questo passaggio si integra direttamente nel flusso di lavoro principale. Chi elabora già in Siril non deve più esportare, aprire un altro programma, applicare la correzione e reimportare il risultato: tutto avviene all’interno dello stesso ambiente, con un risparmio di tempo che su sessioni con molti pannelli o mosaici si fa sentire parecchio.
Dettagli tecnici
La nuova funzione offre due metodi di modellazione del gradiente. Il primo è di tipo polinomiale, con grado regolabile da 1 a 4: una soluzione rapida ed efficace per gradienti semplici e prevalentemente lineari, simile nell’approccio a quanto offrono da tempo altri software di elaborazione astronomica. Il secondo metodo si basa su funzioni a base radiale (RBF), pensate per gradienti più complessi e non lineari, che richiedono però un posizionamento più attento dei punti di campionamento per ottenere risultati ottimali.
È interessante notare che parte del codice alla base di questa implementazione deriva proprio da GraXpert, il software open source diventato uno standard de facto per la rimozione automatica dei gradienti grazie a un modello AI pre-addestrato. La scelta di Siril di integrare un proprio motore, pur mantenendo un legame con quel codice, conferma quanto questa funzione sia ormai considerata parte integrante e non più accessoria del processo di elaborazione.
Impatto per gli astrofotografi
Per chi già lavora con Siril, la novità si traduce in un flusso di lavoro più lineare: si potrà partire dalla correzione integrata, per poi eventualmente affinare il risultato con GraXpert in modalità AI nei casi più ostinati, una combinazione che molti nella comunità considerano già oggi il miglior compromesso gratuito tra qualità e velocità.
Resta naturalmente sul campo l’intero ecosistema di alternative consolidate: dalle funzioni ABE e DBE di PixInsight, fino al più recente strumento MGC basato su analisi multiscala in wavelet e sul database MARS, pensato per chi è disposto ad affrontare la catena di calibrazione astrometrica e fotometrica richiesta. Per chi elabora in Photoshop o Affinity Photo, plugin come GradientXTerminator e AstroFlat Pro continuano a rappresentare soluzioni mature e ampiamente testate, soprattutto sui gradienti circolari.
Nei prossimi mesi sarà interessante verificare come la community accoglierà la rimozione integrata di Siril nell’uso quotidiano, soprattutto su immagini con nebulosità estese, dove il rischio di sottrarre segnale reale insieme al gradiente è sempre il punto più delicato da gestire, qualunque sia lo strumento scelto.
