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Allai diventa il primo borgo Starlight d’Italia per la qualità del cielo notturno

Il Comune di Allai, in Sardegna, ha ottenuto il 4 giugno 2026 la Certificazione Starlight rilasciata dalla Fundación Starlight, risultando il primo borgo italiano riconosciuto per la qualità del proprio cielo notturno. Per noi astrofotografi si tratta di una nuova voce sulla mappa dei siti nazionali ufficialmente tutelati dall’inquinamento luminoso.

Cosa cambia

Allai è un piccolo centro di circa 300 abitanti nella regione storica del Barigadu, in provincia di Oristano. Con questo riconoscimento entra a far parte della rete internazionale Starlight, il sistema di certificazione promosso dalla Fundación Starlight con il riconoscimento di IAU, UNESCO e UNWTO, che individua i territori in grado di offrire condizioni eccezionali per l’osservazione del cielo notturno e che si impegnano formalmente a proteggerle nel tempo. È la prima volta che un borgo italiano, e non un parco naturale o un’area più estesa, riceve questo sigillo: Allai si affianca così al Parco Astronomico di Saint-Barthélemy in Valle d’Aosta e all’area di GAL Hassin nel Parco delle Madonie, in Sicilia, finora gli unici riferimenti italiani inseriti nella rete Starlight come “Parchi delle Stelle”.

Il percorso che ha portato alla certificazione è durato quattro anni e ha riguardato in primo luogo la riqualificazione dell’illuminazione pubblica del borgo in chiave anti-inquinamento luminoso. Il Comune ha inoltre installato punti di osservazione dedicati, panchine dotate di mappe celesti posizionate in tre luoghi caratteristici del paese, e organizzato, con il supporto del Planetario de l’Unione Sarda e di ricercatori INAF, serate di osservazione guidata, conferenze e workshop di fotografia astronomica, attività che continueranno a integrarsi con le altre attrazioni naturalistiche e museali del territorio.

I criteri dell’audit Starlight

La Certificazione Starlight non si basa su un singolo parametro, ma su un audit che valuta quattro aree distinte: la qualità del cielo, intesa come assenza di inquinamento luminoso e adeguata trasparenza atmosferica per l’osservazione; l’adozione di sistemi di illuminazione intelligente, orientati al risparmio energetico e alla riduzione della dispersione luminosa verso l’alto; la presenza di un patrimonio naturalistico, storico e scientifico legato all’astronomia; e infine l’esistenza di un’offerta turistica strutturata, con guide esperte e servizi adeguati per chi visita il sito proprio per l’astroturismo. Per chi è abituato a ragionare in termini di scala di Bortle, lo strumento empirico che la maggior parte di noi usa per classificare il proprio cielo, la certificazione Starlight introduce un livello ulteriore di valutazione: non si limita a fotografare la situazione attuale di un sito, ma ne certifica l’impegno attivo e duraturo nella tutela.

Cosa significa per chi fa astrofotografia

Per chi pratica astrofotografia in Italia, Allai rappresenta una nuova destinazione potenziale per sessioni sotto cieli bui, in una posizione geografica più centrale rispetto alle due alternative storiche di Valle d’Aosta e Sicilia. Resta però un punto da tenere a mente: un cielo classificato come scuro non garantisce da solo immagini di qualità. La stabilità atmosferica del sito, quello che chiamiamo seeing, resta una variabile largamente indipendente dall’inquinamento luminoso, e incide pesantemente sulla risoluzione raggiungibile, soprattutto per chi punta a target ad alto dettaglio come pianeti o galassie con bracci di spirale ben risolti.

Al momento il comunicato non riporta dati quantitativi su NSB o SQM del sito, né indicazioni sulle condizioni di seeing tipiche dell’area: informazioni che, se rese pubbliche, permetterebbero a chi pianifica una trasferta una valutazione tecnica più precisa, oltre alla semplice indicazione qualitativa della certificazione.

Nei prossimi mesi sarà interessante verificare se alla certificazione seguiranno iniziative concrete pensate per chi fa osservazione e ripresa a lunga posa: mappe di inquinamento luminoso aggiornate, dati di trasparenza pubblici, o accordi con realtà locali per pernottamento e supporto logistico nelle notti di novilunio. Da oggi, in ogni caso, Allai entra nella lista dei siti italiani da monitorare per chi pianifica le prossime uscite sotto un cielo davvero buio.

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