Stellarium: pianificare la sessione prima di uscire
Stellarium simula il cielo visibile da qualsiasi luogo e in qualsiasi istante. In astrofotografia serve a rispondere a due domande che è meglio affrontare a tavolino: il soggetto sarà abbastanza alto quando potrò riprenderlo, e ci starà nel campo del mio setup.
Licenza: open source (GPL) · Sistemi: Windows, macOS, Linux; versioni mobili a pagamento · Fase: pianificazione · Sito: stellarium.org
Il ruolo nel workflow
È il primo anello della catena, e il solo che si usa alla luce del giorno. La pianificazione fatta bene evita gli errori più costosi in assoluto: montare tutto per un soggetto che tramonta un’ora dopo, o scoprire sul posto che la galassia scelta occupa il due per cento del fotogramma.
Le decisioni prese qui – soggetto, finestra oraria, inquadratura – diventano poi i parametri della sequenza in N.I.N.A.
Le funzioni principali
Simulazione del campo inquadrato
È la funzione più utile per l’astrofotografo, e si attiva dal plugin dedicato agli oculari e ai sensori. Inserendo lunghezza focale del telescopio e dimensioni del sensore, Stellarium disegna sul cielo il rettangolo effettivamente coperto dal proprio setup. Si può salvare più di una configurazione e confrontarle sullo stesso soggetto.
Il rettangolo può essere ruotato per valutare l’orientamento migliore, cosa che conta molto su soggetti allungati come alcune galassie o nebulose planetarie.
Simulazione temporale
Facendo scorrere il tempo si osserva il percorso del soggetto nel corso della notte: quando sorge, quando raggiunge la culminazione, quando scende sotto la quota utile. Consente anche di individuare in anticipo il momento del passaggio al meridiano, che è quello in cui la sequenza dovrà gestire il ribaltamento.
Orizzonte locale personalizzato
Stellarium permette di caricare un profilo dell’orizzonte reale del proprio sito, con alberi, edifici e rilievi. Per chi riprende da casa è la funzione che fa la differenza fra una pianificazione teorica e una che tiene conto del tetto del vicino.
Cataloghi ed estensioni
Alla base dati predefinita si possono aggiungere cataloghi stellari più profondi, elementi orbitali aggiornati di comete e asteroidi, e plugin per i satelliti artificiali. È il modo per usare Stellarium anche su soggetti in movimento, dove la pianificazione richiede effemeridi recenti.
Requisiti
Gira senza problemi su qualsiasi computer recente e non ha requisiti particolari, se non una scheda grafica che supporti l’accelerazione. L’unica accortezza è impostare con precisione le coordinate del sito osservativo: un errore di qualche chilometro è irrilevante, ma usare la località predefinita invece della propria falsa tutte le previsioni di altezza.
Limiti e alternative
Stellarium nasce come planetario per l’osservazione visuale, e la vocazione si sente: eccelle nel mostrare il cielo, meno nel confrontare decine di soggetti secondo criteri numerici. Per una ricerca del tipo “tutte le galassie sopra i quaranta gradi a mezzanotte con magnitudine inferiore a dieci” è più rapido un servizio come Telescopius, che nasce per quello.
I due si usano bene in sequenza: la ricerca su Telescopius per restringere il campo, Stellarium per verificare visivamente la fattibilità sul proprio orizzonte e con il proprio setup.
Collegamenti
La pianificazione di una sessione, dal calcolo del campo inquadrato alla scelta della finestra oraria, è trattata nel capitolo 6 del libro Astrofotografia Digitale – Dal Sensore all’Immagine.
Questa scheda fa parte della guida ai software per astrofotografia, dove trovi il workflow completo e le altre schede.

