RegiStax: i wavelet per il dettaglio planetario
L’immagine somma prodotta dallo stacking planetario contiene il dettaglio ma non lo mostra: appare morbida e poco incisa. RegiStax è lo strumento che lo fa emergere, agendo separatamente sulle diverse scale spaziali.
Licenza: gratuito · Sistemi: Windows · Fase: elaborazione planetaria · Uso tipico: a valle di AutoStakkert!
Cosa sono i wavelet
Un’immagine contiene strutture di dimensioni molto diverse: sul disco di Giove convivono le bande principali, larghe decine di pixel, e i dettagli fini dei festoni, larghi pochi pixel. Un’operazione di nitidezza tradizionale le tratta tutte allo stesso modo, e per far emergere i dettagli fini finisce per esagerare quelli grandi.
La scomposizione a wavelet separa l’immagine in livelli, ciascuno corrispondente a una scala spaziale. Si può così aumentare il contrasto dei dettagli piccoli lasciando intatte le strutture ampie, o viceversa attenuare il rumore che vive sulla scala più fine.
Come si usa
Si carica l’immagine somma prodotta da AutoStakkert! e si regolano i cursori corrispondenti ai diversi livelli, osservando l’anteprima in tempo reale. I livelli bassi controllano il dettaglio fine, quelli alti le strutture ampie.
La regola pratica è procedere per piccoli incrementi e fermarsi prima di quanto istintivamente si vorrebbe. Il dettaglio che compare all’improvviso non è quasi mai reale.
L’errore da evitare
È l’elaborazione più facile da spingere troppo, e i segni si riconoscono: anelli scuri attorno al bordo del pianeta, contorni con un alone innaturale, granulosità diffusa sul disco che somiglia a dettaglio ma è rumore amplificato.
Un’immagine planetaria sovraelaborata è immediatamente riconoscibile, e il confronto con la versione trattenuta è quasi sempre a favore della seconda. Conviene salvare due versioni e rivederle il giorno dopo.
Un programma datato che resta valido
RegiStax non viene più sviluppato attivamente e l’interfaccia mostra i suoi anni. Nasceva come strumento completo di allineamento e somma, ruolo in cui è stato superato, ma il modulo wavelet resta efficace e continua a essere il riferimento per questo passaggio.
Esistono alternative più recenti per la stessa funzione: se un giorno RegiStax dovesse smettere di funzionare su versioni future di Windows, il passaggio sarebbe indolore perché il principio resta lo stesso.
L’elaborazione a wavelet e il flusso completo dell’imaging planetario sono trattati nel capitolo 12 del libro Astrofotografia Digitale – Dal Sensore all’Immagine.
Questa scheda fa parte della guida ai software per astrofotografia, dove trovi il workflow completo e le altre schede.
